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30 mag 2011

Regime dei minimi inps

Ciao a tutti. Faccio parte della gestione separata INPS e inoltr aderisco al regime dei minimi. Essendo appunto iscritto alla gestione separata la mia domanda è questa: il contributo INPS del 4% che inserisco nella fattura, va a far parte del reddito lordo con il quale non devo superare i 30.000€?in poche parole nei 30.000€ devo calcolare anche il contributo del 4% o no?un commercialista mi ha detto di si e uno mi ha detto di no!grazie a tutti .
CORREGGO LA MIA RISPOSTAAnche se si rientra nel regime dei minimi sei soggetto all’iscrizione alla Gestione separata, se la tua attività non è artigiano o commerciante e non esiste per la professione svolta una cassa previdenziale. In fattura dovrai mettere il 4% che poi verserai all’inps insieme alla quota proporzionale al reddito.Il limite dei 30.000 euro stabilito per poter rimanere nel regime dei contribuenti minimi fa riferimento ai ricavi. Dopo aver cercato un pò su internet risulta il quadro seguente:se sei una professionista con una cassa autonoma il reddito imponibile è al netto del contributo previdenziale addebbitato per rivalsa al cliente . Se invece non hai una cassa e sei iscritto alla gestione separata INPS, al reddito imponibile devi aggiungere il contributo previdenziale del 4% addebbitato per rivalsa al cliente. Secondo l’ amministrazione finanziaria (risoluzione 109/E/96), la maggiorazione del 4% va sommata al compenso su cui calcolare sia l’Iva sia la ritenuta d’acconto. Di conseguenza sembrerebbe che la rivalsa Inps del 4% addebitata al cliente in fattura, poichè rappresenta reddito imponibile, dovrebbe essere conteggiata nei 30.000 euro Anche se non ho trovato nessuna disposizione a riguardo che lo confermi espressamente.Saluti
Quanto ti fai pagare dal cliente? Non ci sono norme che impongano l'esposizione in fattura dei contributi, nel senso che quelli li devi pagare tu in base al tuo reddito. I contributi INPS li pagano anche i commercianti al minuto o gli artigiani ma non li inseriscono nelle ricevute o nelle fatture. Quindi il corrispettivo per procedere al calcolo del reddito sarà comprensivo del 4% che esponi in fattura. Di conseguenza rientra nei 30000 euro. Questo anche in considerazione del fatto che i contributi previdenziali, per i contribuenti minimi, si deducono dal reddito d'impresa come componenti negativi per determinare la base imponibile e non dal reddito complessivo. Il regime dei minimi funziona per cassa: tutto quello che ti entra in tasca lo sommi come ricavo. Tutto quello che spendi (inerente all'attività!!!) lo sommi come spesa. Fai la differenza e lì sopra paghi il 20%. Finito. Dovrebbe essere la pacchia dei commercialisti
per i professionisti senza cassa, quindi assogettati a gestione separata, essendo il 4% una rivalsa, costituisce reddito. Pertanto non ti fidare di chi ti dice il contrario.La riprova è il fatto che la ritenuta si calcola anche su quel 4%.Pertanto per i 30000 devi tenere conto anche del 4%

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20 mag 2011

Un pube di donna al mese, l'ultima trovata di Toscani

Oltre al fashion, ieri nella seconda giornata di Pitti Uomo, sono sfilate anche le polemiche. Due le ragioni: l'uso di simboli religiosi nello stand della maison Cantarelli e la presentazione (in programma oggi alle 18) del calendario di Oliviero Toscani per il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata che ritrae 12 pubi femminili.

Il Ministero per le Pari Opportunita' Mara Carfagna, dopo avere ricevuto sollecitazione da parte di numerose associazioni, ha segnalato la pubblicita' per la presentazione del calendario all'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria (Iap), chiedendo di verificare se vi siano state violazioni del codice di autodisciplina pubblicitaria.

Gli organizzatori hanno pero' precisato che "non sono stati affissi ne' cartelloni ne' manifesti". Severo anche il giudizio della presidente della commissione pari opportunita' del Comune di Firenze Maria Federica Giuliani (Pd) che ha firmato una istanza, approvata all'unanimita' dall'organismo ed inviata oggi all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, in cui si chiede "l'interruzione della pubblicita' del calendario e la revoca della sua presentazione".

"In Italia regna la doppia morale - ha replicato Carlo Antonelli, direttore della rivista Rolling Stone che distribuisce in edicola il calendario assieme al mensile - a casa di Oliviero Toscani e di Rolling Stone invece no. Nei media nostrani da 30 anni la rappresentazione del corpo femminile e' oltraggiosa, barbara, troglodita, a partire dai calendari diffusi dalle riviste maschili mentre Toscani toglie tutto, lascia solo la pura natura. Una vagina politica che le veterofemministe ferme a quell'epoca dovrebbero riconoscere invece che criticare".

L'uso dei simboli religiosi per farsi pubblicita', che gia' ieri aveva provocato le prime polemiche, e' stato criticato oggi dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che lo ritiene "offensivo verso i cristiani e di cattivo gusto" e si chiede "quale utilita' puo' portare alle imprese questa continua ricerca della trasgressione".

Durissimo il presidente di Pubblicita' Progresso, Alberto Contri che osserva che "se questo e' il modo di promuovere lo stile e la moda italiana, vuol dire che la creativita' del made in Italy e' proprio alla frutta". Sulle due questioni e' intervenuto Lapo Cianchi, direttore comunicazione Pitti Immagine, che ha precisato che "Pitti Immagine non e' responsabile delle iniziative di comunicazione che i singoli espositori realizzano nei propri stand o cartelloni pubblicitari e degli eventi che altri soggetti organizzano in citta' in occasione di Pitti Uomo" e ha definito "francamente sproporzionata la richiesta di revoca della presentazione del calendario invocata nei giorni scorsi dal consiglio comunale fiorentino".

A suggello della giornata e' giunto, nel pomeriggio, proprio all'ingresso della Fortezza da basso dove si svolge la rassegna, un vero e proprio spogliarello improvvisato da Gabriele Paolini, il 'presenzialista televisivo' che ha manifestato "contro l'aborto e la pedofilia, ma soprattutto per chiedere pene piu' severe per i reati di pedofilia".

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13 mag 2011

-Abbiate il coraggio di scelte definitive

Vivere e non "vivacchiare". E' questo l'invito rivolto da Benedetto XVI a migliaia di giovani incontrati a Torino prima di entrare in Duomo per l'ostensione della Sindone. Fate scelte "definitive" e non "provvisorie e revocabili", ha detto il Papa fra gli applausi, perché la libertà non consiste nel cambiare. Il Pontefice ha osservato il più rigoroso silenzio, dopo, davanti alla Sindone, raccogliendosi in preghiera.
Il Pontefice in piazza San Carlo
Ratzinger ha citato i giovani che "vivono situazioni di sofferenza , di difficoltà e di smarrimento". Più volte il suo discorso è stato interrotto dagli applausi da una piazza affollata, nonostante scrosci di pioggia.
"Abbiate il coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà"
"Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio, alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi - ha detto il Papa - rispondetegli con generosità". "Oggi - ha osservato il Pontefice - non è facile parlare di vita eterna e di realtà
eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente". "Cambiare - ha aggiunto Ratzinger -  è
diventata, in molti casi, la parola d'ordine, l'esercizio più esaltante della libertà, e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita".
"Ma è questo - si è chiesto il Papa teologo - il modo giusto di usare la liberta'? E' proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l'amarezza nel cuore?".
"Cari giovani - ha continuato il Ponetefice - non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge cosi'. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e
revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all'esistenza. Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità, vorremmo che non avesse mai termine. Dio - infatti - ci ha creato in vista del 'per sempre', ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande".

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