(ASCA) - Roma, 11 apr - Un'economia ancora convalescente dalla crisi e imprenditori e consumatori che fanno piu' attenzione al portafoglio. Sembra questo il ''mix'' di condizioni che hanno determinato, nel 2010, una visibile frenata del fenomeno dei protesti rispetto all'anno precedente e che ha fatto fermare il conto delle promesse non onorate alla cifra di poco piu' di 3,8 miliardi di euro, contro i quasi 4,5 del 2009. Questo e' quanto emerge dall'analisi sull'andamento dei protesti levati nelle province italiane nel corso dei primi cinque mesi del 2010, in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio ed elaborati da InfoCamere per conto di Unioncamere. In termini relativi, nei dodici mesi dello scorso anno i protesti levati nelle province italiane si sono ridotti complessivamente del 7,2% nel numero e del 14,7% in valore. La diminuzione ha riguardato tutte le tipologie di ''paghero''': dagli assegni alle cambiali alle tratte. In particolare, gli assegni sono diminuiti del 16,5% nel numero e di quasi il 22% nell'importo (il valore medio e' diminuito del 6%). Indicatori tutti con il segno meno anche per le cambiali a vuoto che hanno visto ridursi sia il loro numero del 2,6% che il valore medio (-3,5%), con il risultato che i ''paghero''' rimasti sulla carta hanno registrato una riduzione del 5,9% rispetto al 2009, per un controvalore totale di poco superiore al miliardo e 850 milioni di euro contro i quasi 2 miliardi dello scorso anno. Infine, in diminuzione anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate nei dodici mesi del 2010 e' diminuito del 15,7%, cosi' come il loro valore totale sceso del 3,5% mentre e' aumentato del 14% il loro importo medio.
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